Al Pacino, ritratto di un antidivo

“The world is yours”

by Giorgia Tombesi

Lo scorso 25 aprile, ha compiuto la veneranda età di 78 anni uno dei pilastri dell’industria cinematografica: Al Pacino.
Nel corso della sua carriera l’attore ha abbracciato oltre alla recitazione, la produzione cinematografica, la regia e la sceneggiatura.
Ha lavorato al fianco di alcuni tra i più rivoluzionari registi del cinema americano e ricoperto i ruoli più disparati: dal narcotrafficante cubano Tony Montana in Scarface (1983), al poliziotto Frank Serpico che lottò contro la corruzione nel corpo di polizia newyorkese, al rapinatore di banche Sonny Wortzik in Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975).
Ad ogni modo, ciò che accomuna tutti i suoi ruoli è la passionalità e la complessità nell’interpretazione.
Assieme a De Niro, suo grande rivale in gioventù, Al Pacino ha sradicato il tradizionale approccio alla recitazione.
Il suo stile, appreso durante il periodo di permanenza presso la prestigiosa Actors Studio (da cui, inizialmente, era stato respinto) si fonda sul metodo d’insegnamento recitativo Stanislavskij, basato sull’approfondimento psicologico del personaggio da interpretare e sull’esternazione delle più recondite sfaccettature del proprio mondo interiore.
Ciò si traduce in Al Pacino in una recitazione irrequieta, concitata, estremamente realista, con movimenti corporei nervosi e uno sguardo che buca lo schermo.
Tutti coloro che hanno avuto la possibilità di vederlo recitare, hanno affermato quanto sia incredibile il modo in cui riesca a “trasformare la recitazione in poesia”. Lo stesso Sidney Lumet (regista di Serpico e di Quel pomeriggio di un giorno da cani) ha dichiarato che “semplicemente si mette nel personaggio e non ne esce più”.

Ma qual è il segreto dell’impronta che solo lui riesce a imprimere in maniera indelebile a qualsiasi ruolo interpreti?
L’attrice statunitense e sua ex compagna, Jill Clayburgh ha individuato nella totale mancanza di egocentrismo il segreto con cui l’attore è in grado di trasmettere così tanta veemenza attraverso uno schermo: Al Pacino non ha mai rincorso il successo; non ha mai cercato di accattivarsi il pubblico, non ha mai accettato ruoli che lo rendessero sexy o che fossero semplici da ricoprire.
È sempre stato caratterizzato da uno spiccato anticonformismo: ha rifiutato innumerevoli progetti che gli avrebbero garantito una grandissima notorietà, tra cui la parte di Travis Bickle in Taxi Driver, poi assegnata a De Niro, o quella di John Rambo, che ha reso celebre il coetaneo Sylvester Stallone. Al contrario, non ha mai esitato nell’accettare sfide di fronte a cui molti divi di Hollywood avrebbero indugiato, tra cui il ruolo in “Cruising” (1980), che trattava il tema, allora molto delicato, dell’omosessualità.

Ma il ruolo che più fu determinante per l’ascesa dell’attore è senza dubbio quello di Michael Corleone ne Il Padrino – Parte II. Il merito di questa scelta è del visionario Francis Ford Coppola, un maestro nello scovare giovani promesse del cinema – ricordiamo che il regista, nella pellicola I Ragazzi della 56a strada, aveva portato sul grande schermo i giovanissimi Matt Dillon, Patrick Swayze e Tom Cruise – che arrivò quasi sul punto di farsi licenziare pur di avere nel proprio cast l’allora pressoché sconosciuto Al Pacino. La Paramount avrebbe preferito un “porto sicuro”, qualche volto di Hollywood già acclarato, ma secondo Coppola nessuno aveva lineamenti da italiano, né tantomeno l’attitudine adatta.

Alcune citazioni e alcune scene dei suoi film sono diventate dei cult e continuano a suscitare lo stesso stupore anche nei ragazzi di adesso che vedono i suoi film per la prima volta come facevano allora, al momento della loro uscita nelle sale.
E nonostante il ricambio generazionale e l’inarrestabile evolversi dello star system, Pacino continua, indubbiamente, a ricoprire un ruolo di prestigio nel panorama del cinema Americano.
Ora attendiamo il suo primo progetto al fianco del regista Martin Scorsese, The Irishman, che uscirà nel 2019.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to top
Translate »