Apparire come Lui, essere come Loro

Ecco chi sono i personaggi del film di Sorrentino

by Alessandro Nicolai

Loro chi?” chiede un’avvenente ragazza alla ricerca di un futuro da copertina di Novella 2000; “quelli che contano”, risponde Sergio Morra, il lussurioso e ambizioso agente di spettacolo interpretato da Riccardo Scamarcio. Ma tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare. In realtà nello sceneggiato c’è uno solo che conta davvero. Gli altri a malapena arrivano a 3. Uno è la prima voce del coro, gli altri riempiono uno sfondo, mere pedine che orientano la loro esistenza verso il frenetico desiderio di emergere, di apparire. Loro rappresentano un sottomondo, che recita dietro le quinte per appagare la vena perversa di un sistema malato. Loro sono precari: non hanno certezze; devono continuamente mettersi in discussione per sopravvivere (come dimostra la parabola discendente dell’ex ministro Santino Recchia interpretato magistralmente da Fabrizio Bentivoglio).

Sergio Morra – Gianpaolo Tarantini

SCAMARCIO

Tarantini (Riccardo Scamarcio) è un imprenditore sanitario pugliese, che nell’ estate del 2008 iniziò a frequentare la villa di Berlusconi, dove organizzava feste in cui portava molte ragazze.

Dopo diversi processi, fu condannato nel 2011 per spaccio di droga.

Ecco il punto è proprio questo: che loro fondamentalmente si limitano a sopravvivere ad un destino incerto, mentre solo Lui vive con stabilità e tranquillità una realtà ovattata nella sua reggia di Villa Certosa. Lui è Silvio Berlusconi. Il “Lui”, che trascorre la sua crisi politica tra gli agi dell’estate sarda, il calciomercato del suo amato Milan e la voglia di riconquistare una disillusa Veronica Lario (nella pellicola Elena Sofia Ricci), forse stufa dell’egocentrismo del marito, è una sorta di caricatura dell’ex presidente del consiglio dei ministri. Una maschera che si esprime tramite i luoghi comuni che più le si addicono: le serenate con il suo fido Apicella, la battuta sempre pronta, le invettive avverso la rossa magistratura, l’autoesaltazione della propria figura. È un Berlusconi che aleggia tra i ricordi del passato e un’inaspettata spensieratezza presente, stridente con la crisi di Forza Italia di fine anni duemila (periodo di ambientazione della pellicola): una figura adagiata sui propri allori, che sembra non dover chiedere ancora molto dalla vita.

Santino Recchia – Sandro Bondi

BENTIVOGLIO

Evidente il richiamo a Sandro Bondi, ex Ministro della cultura ed ex portavoce di Berlusconi, autore dilettante di poesie, come il personaggio del film (quella che recita nel film è proprio una poesia scritta da Bondi). Da precisare che Bondi non è mai stato coinvolto in scandali sessuali o di corruzione e non ha cercato di diventare leader del centrodestra. Le camicie eccentriche sembrano un richiamo a Formigoni.

L’apparente contrapposizione tra Loro e Lui è evidente non solo nel contenuto della trama, ma anche dalla struttura della sceneggiatura che si suddivide in una prima parte, incentrata sull’ inarrestabile ascesa di Sergio Morra, e una seconda parte, che si focalizza sull’ immobilismo della quotidianità estiva di Silvio Berlusconi. Ho detto “apparente” non a caso. Infatti, solo l’osservatore miope non noterà che, in realtà, i mondi sono molto più vicini di quanto sembra. Il contesto agiato che culla una classe politica (troppo classista e poco politica, nel suo significato più originario di attenzione alla cosa pubblica) poggia su di un pilastro fatto di corruzione, sesso, droga, tangenti e spregiudicatezza: un inferno di mezzo buio e dissacrato che è condizione necessaria perché possa esistere un paradiso incantato. Senza Morra non ci può essere nessuna Villa Certosa. L’ipocrisia che il film denuda è proprio questa, ossia quella di un ascensore che unisce un paradiso sporco e marcio con un inferno che tanti sarebbero disposti a santificare: un collegamento diretto tra due poli solo superficialmente distanti. Morra e la sua combriccola rappresentano una schiera di zelanti operai che lavorano sporco per salire all’attico dei potenti, che è invece rappresentato dall’esercito berlusconiano.

Riccardo Pasta – Walter Lavitola

MEMPHIS

Ricky Memphis sembrerebbe interpretare Antonio Ricucci, anche se fisicamente assomiglia molto a Walter Lavitola, altro personaggio molto vicino a Berlusconi nello stesso periodo in cui lo fu Tarantini e, insieme a quest’ultimo sospettato di aver provato a estorcergli denaro.

Ma cos’ è che mette davvero in comunicazione questi due mondi? “Apparire”. Non a caso ho fatto spesso riferimento a questo campo semantico: in fondo la vera protagonista del film è propria l’apparenza, una despota che costringe l’essere entro una gabbia. Morra appare, Silvio “è” nel suo apparire. La necessità di mostrarsi un certo modo, d’indossare la maschera più consona al contesto che viviamo è forse il vero tunnel nascosto tra quell’ inferno e quel paradiso. Tutti i personaggi si comportano come Loro per apparire come Lui, o meglio per apparire agli occhi di lui: infatti a malapena riescono a palesarsi alla sua attenzione, figuriamoci ad imitarlo! Finiamo a chiederci: ma in questo gioco chi siamo esattamente noi? Forse anche noi siamo Loro? Anche noi siamo pedine di una scacchiera che ha solo un re ed una regina? Non ho la presunzione di rispondere.

Cupa Caiafa – Daniela Santanché

SANTANCHE

Difficile capire a chi si riferisca il personaggio interpretato da Anna Bonaiuto, ma la casa sontuosa al centro di Roma e lo stile molto elaborato fanno pensare a Daniela Santanchè, altra storica leader del centro destra.

 

Kira – Sabina Began

Smutniak

La sua figura sembra chiaramente ispirata a quella di Sabina Began, attrice di origine bosniaca che per alcuni anni è stata molto vicina a Berlusconi. Began era soprannominata “ape regina” e ha affermato di aver avuto una relazione con Berlusconi (di cui ha le iniziali tatuate su un piede).

A prescindere dalle domande, la cosa più grave è che questo espediente dell’apparenza funziona oggettivamente a pennello: è il motore di questo circolo vizioso. Qualcuno lo ha capito. Lui lo ha capito: “l’apparenza inganna i mediocri”, afferma durante un pomeriggio trascorso con il nipote. Inoltre, Silvio sostiene, sempre nella medesima scena, che non è il contenuto a rendere un’idea buona, ma è la convinzione con cui la si supporta che la rende tale. La forza sta nell’ apparire. Sarà forse un caso che è stato proprio chi viene chiamato “Lui” a capirlo?

Fabrizio Sala – Lele Mora

SALA

Come Morra, Sala vive all’ombra di Berlusconi, sempre circondato da belle ragazze in cerca di fortuna.

Il personaggio interpretato da Roberto De Francesco sembrerebbe rappresentare Lele Mora.

Mora, ex agente televisivo vicino a Berlusconi, fu coinvolto in diversi scandali che hanno avuto a che fare con la prostituzione.

Tempo al tempo, aspettiamo la seconda parte per trarre le nostre conclusioni.

“Dio” – Guido Bertolaso

BERTOLASO

Questo personaggio misterioso, sembrerebbe rappresentare Bertolaso. L’uomo viene descritto come “più potente” di Berlusconi, ma non si sa nient’altro di lui: appare con il volto coperto e con la voce camuffata. Morra ipotizza che possa trattarsi del capo della Protezione civile, per via del suo controllo su tantissimi appalti.

Bertolaso fu coinvolto in un caso di massaggi erotici all’interno di un centro benessere.

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