Dario Rossi

Dario Rossi

L’arte di creare musica dal nulla (o da tutto)

by Davide Schinella

Gambe incrociate, schiena china, due bacchette tra le mani e quattro cianfrusaglie pronte ad essere trasformate in… strumenti musicali!
Oggi parliamo di Dario Rossi (Facebook, Instagram): classe ’88, nato a Genzano di Roma, professione batterista, o, per meglio dire, street drummer.

Immerso fin da piccolo nel mondo della musica, il suo percorso accademico e formativo in tale ambito è piuttosto classico: a 10 anni inizia a studiare batteria all’Accademia Musicale di Ariccia; a 18 si iscrive al Saint Louis College of Music di Roma per poi conseguire, all’Accademia nazionale “la casa del batterista”, il diploma di batteria.
La particolarità, tuttavia, è che di tale strumento non v’è traccia nelle sue performances.
Il set di Dario è, infatti, sui generis: nessun rullante, nessuna grancassa, niente timpani, soltanto qualche piatto qua e là, con intorno padelle, tubi in metallo, secchi ed altri oggetti riciclati, pronti a suonare (eccome!) sotto i colpi delle sue bacchette, in grado di dar vita ad un vero e proprio dj set di musica techno.

Dario fa la sua prima apparizione nel 2011, a Piccadilly Circus, con una strumentazione ristretta ed essenziale, composta da qualche pentola, un paio di coperchi, ed un solo secchio da vernice.
Già al suo debutto, però, ottiene un grande successo, che sancisce l’inizio della sua ascesa a suon di views sul web e, soprattutto, piazze gremite.
Tornato in Italia, infatti, non perde occasione per esibirsi in alcuni Festival e nelle più importanti piazze romane, vedendo crescere la sua popolarità.
Nel frattempo muta anche il parco strumenti, arricchito dalla presenza di wok, ripiani di scaffali, tubi di metallo e tamburi bongo, che ampliano notevolmente la sua postazione, tanto da richiedere, durante il dj set, spostamenti da una parte all’altra della “consolle”.

Il momento della sua consacrazione può datarsi qualche anno più tardi, nel 2014, a Berlino.
La drum session di Alexanderplatz attira, infatti, l’attenzione di diverse centinaia di persone, mandando letteralmente in tilt il traffico tedesco, tanto da render necessario l’intervento della polizia per ripristinare l’ordine.
Non c’è molto da sorprendersi, del resto: prendi un Dario Rossi, piazzalo nella patria della techno, ed il successo è assicurato.
La data di Alexanderplatz assume, però, un’importanza fondamentale anche da un altro punto di vista: sul web, infatti,  il video della sua esibizione fa registrare milioni di visualizzazioni e di commenti  che contribuiscono a viralizzare il fenomeno.
E’ da questo momento che parte il tour europeo di Dario, che lo porta a suonare nelle principali piazze europee, da piazza Dam a Playa de la Barceloneta, passando per Copenaghen, Oslo, Praga, Parigi, Bruxelles e Budapest, dove suona allo Sziget Festival.

La parabola ascendente culmina con il lancio, a maggio 2018, su vinile, cd e digital download, di Alarm Clock, il suo primo ep ufficiale, interamente autoprodotto ed indipendente.
Le quattro tracce presentano un Dario nuovo e per certi versi ibrido: al set originale, sempre grande protagonista, si aggiungono infatti sintetizzatori e campionatori allo scopo di rendere il suono più elettronico e completo.
Una scelta per certi versi ovvia, che non tutti però hanno gradito.
Evidente, del resto, come il prodotto finale, pur di eccellente qualità, non presenti quell’originalità dei suoni a cui si è abituati, i quali sono sostituiti (o, per meglio dire, integrati) dai più classici e potenti ritmi techno, che finiscono per nascondere quasi completamente la mano di Dario dietro alla realizzazione delle tracce.

Ciò di certo non sminuisce le sue qualità, ma anzi rappresenta la completa realizzazione dell’artista.
Un artista di strada partito da zero, solo con la sua voglia di ribellione e la necessità di creare liberamente arte.
Un’arte tutta sua, fatta di palcoscenici creati spontaneamente da turisti e passanti; di una musica che non esisterebbe se non ci fossero le sue mani a suonarla; di un talento e di una passione incommensurabili.
Un’arte che, grazie al sacrificio, allo studio approfondito ed alla ricerca spasmodica di nuovi suoni, è cresciuta insieme a lui ed è oggi conosciuta a livello internazionale.

E siamo certi che Dario, arrivato a questo punto, non abbia alcun intenzione di fermarsi!

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