Domus Aurea

La Domus Aurea (virtuale e non) è visitabile fino al 30 Dicembre

by Andrea Calà

Dalla pubblicazione di quest’articolo manca un mese preciso al termine ultimo per poter visitare il cantiere di restauro dell’enorme dorata Villa di Nerone, la Domus Aurea. “Sempre difficile da visitare” dice chi ha passato più anni nella capitale: prenotazioni difficili, chiusa, riaperta e ancora richiusa; da sempre instabile sia per l’umidità, che dalla sua riscoperta tormenta le antiche rovine della villa sotterranea, che per il traffico cittadino, che scorre inesorabilmente sopra le teste di chi la visita: la Domus Aurea è ora visitabile ogni Sabato ed ogni Domenica con la visita guidata dalle 9:00 alle 17:00 (prima visita disponibile 9:15, ultima 16:15). il tempo di permanenza massimo, ci dice Google, è di 2h mentre il prezzo dei biglietti, ci dice il sito, è di 16€ a persona (14+2 di diritto di prenotazione). I minori di 12 anni pagano 12€ e i bambini al di sotto dei 6 anni pagano solo i 2 €  di prenotazione. La Villa sta in via della Domus Aurea 1 e I biglietti sono facilmente acquistabili sul sito ufficiale.

Domus Aurea, la novità.

Quando tra le rovine del 64 d.c. ci si mette, come fosse una maschera da sub, quel moderno visore intorno agli occhi, sembra di entrare fisicamente in un altro mondo. La stanza dove troviamo decine di Oculus Rift, rovinata dal tempo ed espropriata dei marmi e delle gemme luccicanti, ritrova vigoroso splendore quando si indossa quell’arnese: una realtà virtuale  ti mostra letteralmente a 360° sia la villa prima degli scavi, appena scoperta, sia la villa in quella che dovrebbe essere stata al tempo di Nerone.

Ed ecco che girando la testa come fossi lì in quel momento, nel 64d.c., si notano i marmi e ci si rende conto della sfarzosità che regnava in quell’enorme dimora e della quale non ci si rende conto realmente finché non la si vede con i propri occhi. Colonnati imponenti si affacciano su quell’enorme giardino sul quale l’Oculus ti trasporta, e girando la testa, mentre cammini virtualmente in avanti, noti ancora meglio, in lontananza, l’imponenza di quell’aurea architettura: i romani ci sapevano fare.

Domus Aurea, cosa si va a visitare

Era la fine del XV secolo D.C. (Rinascimento) quando un giovane cittadino romano, camminando per una sezione del colle Oppio, si vedeva cadere sotto i piedi il fragile terreno su cui stava camminando. Colpito dai disegni decorativi che aveva notato cadendo in quella buia grotta e che aveva trasmesso uscito di lì, iniziò uno scorribande di artisti, curiosi di vedere le inedite pitture, poi definite per l’appunto “grottesche”, che ricoprivano quelle pareti e che furono tanto amate e tanto imitate da artisti del calibro di Michelangelo e di Raffaello: la Domus Aurea risorgeva dalle fondamenta della città, veniva riscoperto il mondo antico.

Originariamente la villa ricopriva circa 219 ettari (2.190.000 m quadri) ed andava dal Palatino all’Esquilino. Bruciata quasi interamente nell’incendio del 104d.c., ad oggi ci rimane solo una parte, quella sul colle Oppio, largo 280 m per 60. Le sezioni visitabili, ricoperte di terra, erano state le fondamenta che Traiano aveva utilizzato per la costruzione delle sue Terme Traianee. Riaperta da poco, nella sua nuova moderna veste, la Domus Aurea è un’ennesima riscoperta dei valori artistici, oltre che delle basi storico-culturali, su cui (anche fisicamente) la nostra splendida città poggia la sua imponente massa: consigliata.

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