Gimme Shelter

Rolling Stones Gimme Shelter

Song of the week #6 – War and tension

by Giorgia Tombesi

Nel sesto episodio di questa rubrica, analizzeremo una canzone che, in un periodo percorso da guerre e disordini sociali, si innalza come un inno alla non violenza.
Gimme Shelter è il brano di apertura dell’album Let it bleed, pubblicato nel 1969 dai Rolling Stones.
Come scrisse Stephen Davis nel suo libro Old Gods Almost Dead: The 40-Year Odyssey of the Rolling Stones, “Nessun disco rock, prima o da allora, ha mai catturato così completamente il palpabile senso di terrore che pesa sulla propria era”
Il brano fu composto da Mick Jagger e Keith Richards che, avendo avvertito il clima di paura che si respirava a causa della guerra in Vietnam, avevano deciso di comporre un pezzo che desse voce alla disperazione e al senso di smarrimento del mondo di allora.

È una canzone che potremmo definire – come quanto dichiarato dallo stesso Jagger in un’intervista rilasciata nel 1995 – “una canzone da fine del mondo”, apocalittica, che prospetta uno scenario violento, privo di una via di fuga. «Era un pezzo molto paranoico sul mondo che ti crolla addosso, e quindi sul trovare riparo dagli eventi»
Il testo è crudo, tagliente, e la melodia lugubre si adatta perfettamente alle parole. La traccia prende avvio con la chitarra ritmica di Keith Richards, tremolante, quasi a voler evocare un lamento.

La prima versione fu incisa a Londra, gli ultimi ritocchi furono dati a Los Angeles, nell’autunno del ‘69.
In sede di registrazione della traccia definitiva, gli Stones si resero conto che una voce femminile che accompagnasse quella di Mick Jagger avrebbe dato tutt’altra intensità al brano. “Ci starebbe bene una ragazza in questo pezzo” aveva asserito il loro produttore Jimmy Miller “chiamiamone una al telefono”.
La scelta ricadde su Merry Clayton, cantante soul che vantava nel corso della sua carriera collaborazioni con artisti del calibro di Neil Young e Ray Charles (faceva parte delle Raelettes, il gruppo di coriste che lo accompagnava).
Secondo il racconto di Merry, quando ricevette la chiamata era quasi mezzanotte, era incinta e stava per andare a dormire. Inizialmente fu restia ad accettare l’ingaggio – la Clayton non aveva la minima idea di chi fossero i Rolling Stones – fu suo marito a convincerla ad andare.
“Rape, murder,
it’s just a shot away
it’s just a shot away”

Il testo non era molto nelle sue corde – era la figlia di un pastore battista ed era cresciuta cantando nella chiesa di suo padre in New Orleans – ma Jagger affermò che “It’s not the sort of lyric you give anyone, but she really got into it, as you can hear on the record.”
In due punti la sua voce si spezza per l’emozione e per le note acute che aveva raggiunto e questo contribuì a trasmettere un’ineguagliabile carica emotiva; la soddisfazione si può notare anche dalle urla di stupore dei componenti del gruppo nella traccia isolata della sua voce.
Tuttavia, nonostante quella fu una notte fondamentale per la sua carriera, ebbe anche un tragico epilogo: Merry eseguì la performance con una tale intensità che, una volta lasciati i Sunset Sound Studios, ebbe un aborto spontaneo, causato dallo sforzo che aveva compiuto.

In un’intervista al Los Angeles Times nel 1986, dichiarò che per molto tempo non riuscì ad ascoltare né tantomeno cantare Gimme Shelter, per via del doloroso ricordo che portava con sé. Solo dopo anni fu in grado di lasciarsi alle spalle quel periodo buio per poter apprezzare il contributo che aveva dato al mondo della musica e avere la forza di volgere lo sguardo al futuro.
“It doesn’t really bother me to sing Gimme Shelter now. Life is short as it is and I can’t live on yesterday”

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