Greta Thunberg

Clima, giovani e futuro

by Edoardo Mataletti

Lo scorso 15 marzo, in oltre 1300 località in tutto il mondo, milioni di ragazzi sono scesi in piazza per sollecitare i governi e le istituzioni ad agire per fronteggiare il riscaldamento globale. L’evento è stato chiamato Fridays For Future, sulla scia di quanto fatto dalla giovanissima attivista svedese Greta Thunberg (Facebook, Instagram), simbolo della protesta, che ogni venerdì, da parecchi mesi a questa parte, si è presentata davanti il parlamento per chiedere misure più efficaci contro i cambiamenti climatici.

Greta, appena sedicenne, ha ottenuto una visibilità tale che le ha permesso di prendere la parola al vertice delle Nazioni Unite in Polonia e al forum di Davos, portando alla luce il più grande problema che gli Stati di tutto il mondo dovranno affrontare nei prossimi decenni, ma che fino ad ora è stato alternativamente sottovalutato ovvero affrontato con poco impegno.

L’effetto serra, il buco nell’ozono e in generale le emissioni nocive connesse all’attività industriale e allo sfruttamento dei combustibili fossili, in combinazione alla deforestazione e quindi al tasso di anidride carbonica nell’atmosfera porteranno presto ad una situazione insostenibile per la grande maggioranza della popolazione mondiale, con gravissime conseguenze che già stiamo osservando, quali l’innalzamento dei livelli del mare e l’aumento delle aree desertiche.

É per questo motivo che il Partito della Sinistra Socialista norvegese, in segno di riconoscimento per il suo impegno contro la crisi climatica, ha presentato la candidatura di Greta al Premio Nobel per la Pace al relativo Comitato, in quanto “la minaccia del clima è probabilmente una delle principale cause di guerra e conflitti in futuro” e “il movimento di massa che lei ha innescato è un contributo molto importante per la pace nel mondo.”

“Se avrò dei bambini probabilmente un giorno mi faranno domande su di voi, mi chiederanno perché non avete fatto niente quando era ancora il tempo di agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando il loro futuro davanti agli occhi. […]

Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.”

La speranza che queste parole, tratte dal discorso di Greta Thunberg alla Conferenza Mondiale sul Clima siano state comprese e abbiano avuto lo stesso effetto che hanno spinto milioni di giovani a scendere in piazza è accompagnata dalla speranza che non sia troppo tardi e che vengano messe in atto delle misure in grado di salvare il mondo e l’umanità intera. Prima che sia troppo tardi.

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