Imitation of Life

Imitation of Life R.E.M.

Song of the Week #1 – Fase R.E.M.

by Giorgia Tombesi

La rubrica “Song of the Week” nasce come un modo per condividere con voi alcune canzoni che possano accompagnarvi nel corso della settimana.
Accanto ad una canzone che verrà analizzata settimanalmente, che sarà il fulcro dell’articolo, verranno selezionate altre canzoni che verranno appositamente inserire in una playlist su Spotify, affini alla song of the week per contenuto, genere o decennio.
Vi avverto fin da subito che le canzoni selezionate non seguiranno uno schema lineare, il genere non sarà sempre lo stesso e tantomeno l’artista. Cercherò di farmi ispirare dall’umore del momento, sperando di regalarvi dei titoli che siano di vostro gusto.

Spulciando nella mia collezione musicale, ho trovato un disco che non ricordavo nemmeno di avere, probabilmente uno dei tanti fregati a mio padre. L’album di cui sto parlando è Reveal dei R.E.M., uscito nel 2001.
E la canzone al suo interno con cui prende avvio questa rubrica è Imitation of Life.
Molti di voi già la conosceranno e altri avranno il piacere di scoprirla oggi.
La particolarità di questa canzone sta innanzitutto nel testo, molto criptico e ricco di similitudini e significati nascosti. (“Like a koi in a frozen pond”).
È un’impresa ardua cercare di darle un’interpretazione partendo solo dal lyrics. Per farlo in maniera coerente, dobbiamo partire in primis dalla descrizione fornita dal leader del gruppo, Michael Stipe, che l’ha definita “la perfetta metafora dell’adolescenza”.
È sicuramente un buon punto di partenza.

Ma per comprendere a pieno di cosa si sta parlando, dobbiamo prima dare un’occhiata al videoclip che accompagna il brano, che io definirei un capolavoro di regia.
Per quale motivo? Perché il regista Garth Jennings ha realizzato un video estremamente brillante servendosi soltanto di un filmato – tra l’altro girato con l’ausilio di una sola telecamera – della durata di appena 20 secondi.

Il cantante della band ha dichiarato in un’intervista rilasciata ad MTV UK che “Quello che vedi è un ciclo che va avanti per 20 secondi, indietro per 20 secondi, per 20 secondi in avanti, all’indietro per 20 secondi, con una sola telecamera, statico, e quindi utilizzando un tecnica chiamata pan and scan, che è una cosa tecnica che viene utilizzata quando vanno da un formato widescreen a riformattare, per adattarsi al televisore o al DVD, spostandosi su alcune parti dell’intera immagine. E vedrai che facciamo ciò inquadrando le diverse persone all’interno del frame”.

L’ambientazione è una festa in piscina a Los Angeles, si festeggia il compleanno di una bambina dai tratti orientali che spegne 6 candeline su una simpatica torta a forma di balena e che farà la sua apparizione solo al termine del video.
I personaggi del video sembrano compiere azione completamente sconnesse le une dalle altre e per ben 4 minuti di video si ripete esattamente la stessa cosa, solo riavvolgendo il nastro avanti e indietro. Zoomando sui singoli invitati, ci si accorge però che in questa breve frazione di tempo sta succedendo di tutto: un uomo prende fuoco e si lancia in piscina, una ragazza rovescia un bicchiere d’acqua addosso ad una signora dall’aria spocchiosa, una donna si getta tra le braccia del giardiniere, una volta salutato il marito.

Anche i componenti della band recitano nel videoclip: Michael Stipe si dimena in un ballo molto sgraziato, il bassista Mike Mills fa strabordare di champagne una piramide di bicchieri di cristallo e il chitarrista Peter Buck suona un ukulele con una scimmietta in grembo.
Il tutto sembra non avere senso ma, mettendo insieme i pezzi del puzzle, ne risulta un significato molto profondo dietro questa scenetta quasi comica e la melodia allegra e orecchiabile del brano: il testo fa riferimento all’età adolescenziale, quel periodo tanto bello quanto complesso in cui talvolta si è costretti a fingere di vivere una vita che non è la propria. “Come on, come on, no one can see you cry”

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