Internazionale a Ferrara

Internazionale Ferrara

Il progetto Mediterraneo: includere piuttosto che allontanare

Dal 2007 Internazionale organizza a Ferrara un festival di giornalismo in collaborazione con il comune di Ferrara, Arci Ferrara e Associazione IF. Noi di Sempre Positivi, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare in quanto inviati di Innovation 6, programma che da quest’anno abbiamo l’onore di condurre.

In questi anni sono venuti al festival giornalisti, scrittrici, fotografe e artisti provenienti da tutto il mondo. Ovviamente noi non facciamo parte di nessuna di queste categorie, essendo capaci al massimo di scrivere la lista della spesa, ma siamo comunque riusciti e relazionarci con realtà e persone che ci hanno lasciato spunti e riflessioni di grande qualità.

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Il progetto di cui abbiamo parlato insieme a Luigi Serra, Vicepresidente esecutivo della LUISS Guido Carli e Marc Lazar, politologo di fama internazionale, prende il nome di “Progetto Mediterraneo”.

Grazie a questa iniziativa la LUISS con il supporto della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale del prof. Emmanuele Emanuele, ha avviato un percorso di formazione, unico in Italia, rivolto a 17 studenti della University of Petra, ad Amman: 10 giordani e 7 siriani e palestinesi, questi ultimi sotto protezione internazionale.

L’obbiettivo è quello di garantire non aiuti umanitari, ma formativi ad un gruppo di giovani con condizioni di reddito e di merito particolari di un’area cruciale del Medio Oriente consentendo loro di ottenere “un passaporto per la libertà”, offrendo loro una opportunità unica di futuro, perché per loro la laurea è la chiave per l’emancipazione, il riscatto sociale.

Dal 4 settembre 2018 un gruppo di 10 studenti, i giordani, sono arrivati a Roma per frequentare nel campus della LUISS un anno di lezioni del corso di Economia. I restanti 7  ragazzi siriani e palestinesi, non potendo uscire dalla Giordania, seguiranno le lezioni dalle aule di Amman tenute sempre da professori LUISS, che si recheranno nuovamente alla University of Petra per un semestre.

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Il Progetto vuole dare una nuova definizione di inclusione sociale e una risposta positiva all’immigrazione, utilizzando i confini come orizzonti e quindi come possibilità di incontro tra le due sponde del Mediterraneo, dando vita una nuova generazione di leader cross – border nel proprio paese. E’ un altro punto di vista di giovani donne e uomini che sulla propria pelle vivono le contraddizioni di un paese come la Giordania che ha accolto 1 milione e 200 mila rifugiati, scampati alla guerra e al conflitto siriano. Come ha detto il VPE della LUISS, Luigi Serra che ha fortemente creduto nel Progetto: “Investire direttamente sul futuro di questi ragazzi in Giordania e nel Mediterraneo vuol dire investire sul futuro dell’Italia “.

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Il Dott. Serra, ha più volte sottolineato come l’inclusività fosse la parola chiave di questo progetto e noi di Sempre Positivi non possiamo che essere d’accordo con lui, facendo anche noi di questa filosofia un mantra.

Tramite queste iniziative si vuole provare a cercare una soluzione a quello che è il problema dell’immigrazione, ma non con la violenza e l’esclusione, ma con progetti che mirano a costruire piuttosto che distruggere. Come dice il Professor Lazar nel suo libro (Popolocrazia: La metamorfosi delle nostre democrazie), i governi populisti che negli ultimi periodi stanno dilagando, hanno bisogno di creare dei “nemici”, che possono essere la cosiddetta “Casta” o proprio gli stessi migranti. Da sottolineare invece, come nel caso del progetto Mediterraneo, a un problema si cerchi di trovare soluzioni tramite iniziative quanto più umane possibile, che si auspica, oltre ad avere un impatto diretto, possano innescare un processo di imitazione nelle persone e nelle altre istituzioni.

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