La musica nel sangue

Spotify Ancestry

Spotify introduce una nuova forma di personalizzazione dell’esperienza di ascolto

by Filippo Nicolai

Ormai qualche mese fa abbiamo preso parte ad un varietà di beneficenza volto ad incentivare la donazione del sangue. Dato che il nome dell’iniziativa ci appare calzante per il nostro articolo ci permettiamo di riprenderlo come titolo e invitare nuovamente chiunque volesse donare a rivolgersi alla Sanes Onlus.

Venendo a noi, oggi alle nostre orecchie è arrivata la notizia che vuole una collaborazione tra Spotify, colosso dello streaming musicale con oltre 180 milione di utenti attivi, e Ancestry, rete che permette di ripercorrere il proprio albero genealogico online. Dunque queste le parole del vice presidente esecutivo di Ancestry, Vineet Mehra, per spiegare le loro iniziative: “We’re always looking for new and innovative ways we can use our technology and resources to help consumers connected to their background in a deeper, more meaningful way”.

Ma allora cosa c’entra la musica con la genealogia? Che utilità potrebbe avere una collaborazione tra le due big companies in questo senso?  Infatti il comune sentire in questo caso non ci aiuta a rispondere a tale quesito: è facile immaginare i nostri bisnonni condurci in un ospedale psichiatrico alla vista di un nostro scomposto ballo nella speranza di “trappare come Pablo” o come un più generico narcos. E sebbene questo sia realistico, uno studio condotto nel 2009 da Nokia e dal King’s College London Department of Twin Research, ha rilevato, sondando le abitudini musicali di 4000 gemelli omo ed eterozigoti, come i geni influenzino in maniera determinante i gusti musicali di un soggetto. Sulla base di questa premessa, Spotify e Ancestry, stanno per lanciare un servizio, al costo di 99 dollari, che permette, dopo aver inviato un proprio campione di saliva per il tracciare le proprie origini, di ridefinire la propria esperienza di ascolto musicale mediante suggerimenti e playlist specificamente basati sul proprio DNA. Teniamo conto sempre delle parole del vice-executive president di Ancestry: “This first-of-its kind partnership with Spotify offers people a fresh way to explore their heritage through music – something that is a source of identity, expression and community in cultures across the globe”.

Speriamo, dunque, che questo si realizzi e soprattutto che i nostri bisnonni fossero propensi all’ascolto di Sfera, Plaza e compagnia bella.

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