Leave out all the rest

Leave out all the rest Linkin Park

Song of the Week #3 – Chester

by Giorgia Tombesi

Ho scelto di dedicare questa terza puntata ad un grandissimo artista di cui questa settimana ricorre il primo anniversario dalla tragica scomparsa. Sto parlando di Chester Bennington, frontman dei Linkin Park, e di una delle canzoni più belle, a mio avviso, composte dalla band, Leave out all the rest.
È un singolo estratto dall’album Minutes to Midnight, inizialmente intitolato Fear, pubblicato nel 2008, che ha richiesto circa 30 modifiche prima che il gruppo pervenisse alla sua versione definitiva.
Non mi sento di dire che il brano sia rivolto ad una donna, certamente il protagonista sta parlando con una persona di cui si fida e a cui intende chiedere perdono per gli errori che ha commesso e le scelte sbagliate che ha fatto nel corso della sua vita.
È una canzone introspettiva, in cui Chester mette a nudo una parte molto intima della sua vita. Le stesse parole sono intrise di rammarico e di malinconia, ma sono anche un modo per aprirsi all’altra persona e farle comprendere il suo dolore.

“I’m strong on the surface
Not all the way through
I’ve never been perfect
But neither have you”

È una canzone che affascina perché descrive stati d’animo in cui, anche se in modo differente, ci si può rispecchiare in alcuni frangenti della propria esistenza, ma lo sviluppo del contesto che vi è alla base non è di facile traduzione; il significato che lui ha voluto imprimere potrà essere compreso a pieno solo da parte della persona a cui è stata dedicata.
Il testo è molto profondo e coinvolgente, Chester invita il suo interlocutore a non avere paura e a dimenticare tutto il dolore, presumibilmente causato dalle proprie azioni, che ha imparato a celare così bene.

“When my time comes
Forget the wrong that I’ve done
Help me leave behind some
Reasons to be missed

And don’t resent me
And when you’re feeling empty
Keep me in your memory

Leave out all the rest
Leave out all the rest”

Trovo che il messaggio nel ritornello, soprattutto alla luce di ciò che è accaduto un anno fa, faccia in qualche modo suonare la canzone in maniera differente. È strano il modo in cui le parole sembrano calzare così bene la realtà dei fatti e immagino che il mio pensiero possa essere condiviso da molti dei suoi fans.

Ad ogni modo, a un anno di distanza dalla sua scomparsa, il gruppo rispetto al futuro dello stesso lascia aperte tutte le porte, cercando di proseguire sulla strada tracciata dal loro punto di riferimento.
Il cantante Mike Shinoda in una recente intervista all’NME ha dichiarato:
“È passato un anno dalla tua morte: una successione surreale di dolore, crepacuore, rifiuto e accettazione. Eppure sembra ancora di averti vicino, circondati della tua memoria e della tua luce. Il tuo spirito unico nel suo genere ha creato un’impronta indelebile nei nostri cuori.”
Shinoda nel mese di giugno ha pubblicato il suo album di debutto da solista, Post Traumatic, un titolo molto significativo, in quanto racconta come ha vissuto il periodo a seguito della morte del suo amico.
«È un viaggio fuori dal dolore e dalle tenebre, non nel dolore e nelle tenebre. Se qualche persona ha attraversato qualcosa di simile, spero che si senta meno sola. Se non ci è passata attraverso, spero si senta grata»

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *