Misery Business

Paramore Misery Business

Song of the week #8 – The end of an era

by Giorgia Tombesi

Questo ritorno dopo la pausa estiva della rubrica si apre con un caposaldo della musica pop punk che ha fatto conoscere e amare la sua autrice e la sua band in tutto il mondo, ma che purtroppo non è più apprezzato dalla stessa come un tempo.
Hayley Williams, la frontwoman dei Paramore, ha dato l’annuncio durante l’headliner tour Art+Friends lo scorso 9 luglio, nel corso del concerto al Nashville Municipal Auditorium: Misery Business non sarà più suonata live per molto tempo.
Neanche a dirlo, la scelta della band ha sollevato un grande polverone da parte dei fans. È stato visto quasi una sorta di tradimento e la colpa di ciò è ricaduta sul risvolto pop e new wave che i Paramore hanno preso, in particolare da due album a questa parte, Paramore e After Laughter, molto diversi rispetto alle sonorità pop punk dei primi dischi.
Secondo alcuni si è trattata di una crescita musicale da parte della band, che si è discostata da un genere più adolescenziale, secondo altri è stata snaturata l’identità del gruppo.

Misery Business è stata pubblicata nel 2007 nel secondo album dei Paramore Riot!, il quale è stato inserito da Rolling Stone tra i 10 migliori album pop punk. Riot! li ha condotti all’ascesa internazionale, dato che erano conosciuti solo negli Stati Uniti, e ha portato una ventata d’aria fresca nel panorama musicale grazie all’energia travolgente di Hayley Williams, che è stata in grado di emergere in un genere fino ad allora quasi riservato esclusivamente a cantanti uomini.
La decisione di eliminare dalla scaletta il brano è stata spiegata dalla Williams con un breve discorso al pubblico presente quella sera.

“Tonight, we’re playing the song for the last time for a really long time. This is a choice that we have made because we feel that we should. We feel like it’s time to move away from it for a little while. This is happening. We’re gonna play it”, aggiungendo prima dell’esecuzione della canzone “This is to every bad decision that led us here. This is to all the embarrassing things we might have said. But we owned up to it, and we grew.”
Hayley Williams si è da sempre dichiarata femminista e in particolare ha spiegato in un intervista per il Bust Magazine la sua idea di femminismo e ciò che per lei rappresenta. Vorrebbe che le ragazze maturassero più sicurezza in sé stesse e che possano sentirsi come lei si sente quando è sul palcoscenico.
Già a maggio 2015, Hayley nel suo blog personale aveva risposto alle accuse di come potesse ritenersi una femminista una cantante che nel suo più celebre successo canta di come “Once a whore you’re nothing more, I’m sorry that’ll never change”.
Seccata dalle critiche aveva asserito: “Misey Business non è un testo con cui mi relaziono come una donna di 26 anni. Non mi ci relaziono già da molto tempo. Quelle parole sono state scritte quando avevo 17 anni, certamente da una prospettiva molto ottusa. Non era intesa essere questa grande frase filosofica riguardo a nulla. Era quasi letteralmente una pagina del mio diario riguardo un singolo momento che avevo vissuto da liceale. E questa è la cosa divertente di crescere in una band attraversando ogni grado di successo. Le persone hanno ancora il mio diario”
A differenza di ciò che può risultare ad un occhio inesperto, Hayley Williams non sta rifiutando ciò che lei stessa ha prodotto, al contrario, anche se erano parole promanate dalla bocca di un’adolescente a cui era stato rubato il ragazzo, non si vergogna perché hanno contribuito a plasmare la donna che è ad oggi. Semplicemente avverte l’esigenza di andare avanti.
La scelta di lasciarsi alle spalle ciò che non si apprezza più può essere condivisibile o meno ed è naturale la reazione dei fans alla notizia. Ma è da riconoscere che è sintomo di grande coraggio e onestà – con sé stessi e con il proprio seguito – abbandonare il più grande successo della band, cosa che molti artisti non farebbero mai anche se non ne condividessero più il messaggio.

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