Mr. Tambourine Man

Bob Dylan Mr Tambourine Man

Song of the Week #2 – Back to the ‘60s

by Giorgia Tombesi

Per questa settimana vi invito a proiettare la vostra mente qualche decennio più indietro rispetto alla nostra precedente Imitation of Life.
Questo secondo “episodio” sarà avvolto da un’atmosfera un po’ diversa, dalle tonalità quasi mistiche e decisamente più folk.
La canzone che ho scelto è un grande classico e ha contribuito a consacrare il suo autore nel firmamento dei più importanti musicisti e poeti della storia della musica. Mi riferisco a Bob Dylan e alla sua celeberrima Mr. Tambourine Man.

La canzone presenta due versioni: quella originale, composta da Dylan nel 1964 e inserita nel suo album Bringing it all back home un anno dopo, e la versione “rinforzata” data dai Byrds – tra l’altro, molto apprezzata dallo stesso autore, che commentò “Wow, la si può persino ballare” – che ha dato vita ad un nuovo genere, il Folk Rock.
Entrambe trovano un posto di riguardo all’interno della lista dei 500 migliori brani musicali selezionati da Rolling Stone.

La versione originale – quella che andremo ad analizzare – è una canzone dai suoni tipicamente folk, nonostante si inserisca nella fase “elettrica” di Dylan, ed è stata registrata con l’utilizzo di tre strumenti: un’armonica, la chitarra elettrica di Bruce Langhorne e l’immancabile acustica di Bob Dylan.

Le interpretazioni che si sono succedute attorno al testo di Mr Tambourine Man sono molteplici.
Taluni hanno ricondotto il ritornello ad un’esortazione rivolta da un senzatetto ad un tamburino affinché lo accompagni con la sua musica durante la notte e lo conduca al jingle-jangle morning, momento fino al quale lo seguirà.
La seconda strofa è ricca di immagini poetiche e si perde momentaneamente di vista la figura del misterioso tambourine man.

“Though I know that evenin’s empire has returned into sand,
Vanished from my hand,
Left me blindly here to stand but still not sleeping.
My weariness amazes me, I’m branded on my feet,
I have no one to meet
And the ancient empty street’s too dead for dreaming.”

Il tamburino, sulla base di questi versi, sembra essere una sorta di guida nell’oscurità per il protagonista del brano, l’unico che attraverso le proprie note possa consentirgli di sognare ancora, visto che “la vecchia strada è troppo morta” per consentirglielo.
Nella successiva strofa, tuttavia, lo scenario muta e Dylan ci trasporta in un viaggio esoterico tra realtà e immaginazione.

Take me on a trip upon your magic swirlin’ ship,
My senses have been stripped, my hands can’t feel to grip
,
My toes too numb to step, wait only for my boot heels
To be wanderin’.
I’m ready to go anywhere, I’m ready for to fade
Into my own parade, cast your dancing spell my way,
I promise to go under it.”

Dando lettura della seguente strofa (e in particolare i due versi in corsivo), iniziano ad emergere altri possibili significati da attribuire al testo dylaniano. Una delle molteplici interpretazioni a cui alludevo riguarda infatti un possibile riferimento al presunto uso di sostante stupefacenti fatto da Dylan agli albori della sua carriera.
Sembra bizzarro che una canzone che ha fatto la storia della musica possa essere dedicata ad uno spacciatore!
Eppure, pur non essendo confermata, tale tesi sembra avvalorata da una dichiarazione fatta dallo stesso Bob Dylan ad alcuni fans prima di esibirsi in Italia. Secondo la testimonianza rilasciata da un suo ex manager, avrebbe detto loro:

«Ragazzi, in realtà il “Tambourine Man” è lo spacciatore medio del Greenwich Village a New York che si gira tutti i club del quartiere: entrato in uno di questi, si siede al bancone ed inizia a battere le nocche ritmicamente sul bancone, e questo è il segnale per far capire che ha la roba. Il cliente gli si avvicina e gli fa “Hey, Mr Tambourine man, play a song for me” per far capire che è interessato, e quindi risolvono l’affare»

Non è da escludere che possa essere effettivamente questa la spiegazione da accogliere ma, ad ogni modo, Dylan non ebbe mai modo di pronunciarsi sulle voci che riconducevano la sua ballata all’uso di LSD.
Piuttosto, confermò una delle interpretazioni che vedeva come ispiratore del brano – come Mr. Tambourine Man – Bruce Langhorne, un membro della sua entourage e abile suonatore del tamburo turco.

2 Replies to “Mr. Tambourine Man”

  1. Stefano says:
    1. Andrea says:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *