Non può piovere per sempre – 2° parte

Salmo

Se la scena rap fosse un film, Salmo sarebbe Alex Proyas

by Francesco Scossa

2° parte – Da “90MIN” a “Ho paura di uscire”

  1. 90MIN (prod. Salmo & Ron “NEFF-U” Feemster)

Il primo pezzo è proprio lui, il secondo singolo dopo la controhit estiva “Perdonami”, una critica spavalda a tutti i cliché all’italiana, non proprio il singolo migliore per pubblicizzare uno dei dischi più attesi del 2018: un bel salto nel vuoto, che come da quasi 10 anni a questa parte, non ha lasciato quella sensazione di quando pensi ci sia un gradino in più sulle scale. In neanche 4 minuti riesce a sputare veleno contro qualsiasi cosa si muova sul suolo italiano, partendo da:

“… questa è l’Italia, pistole e dialetto, parlano stretto,

fratè non è che non sento, è che proprio non capisco cazzo mi hai detto …”,

riferendosi ai dialetti, che di fatto riportano l’Italia alla situazione preunitaria, in cui non essendoci una lingua unica per tutto il territorio, era difficile riuscire ad avere comunicazione con chi non vivesse oltre la propria città, proseguendo poi con:

… la mafia non fa la vacanza, ti uccide d’estate,

ci fanno una serie TV, e tutto è già visto come un dejà vu …

facendo riferimento a La mafia uccide solo d’estate, prima film diretto da Pierfrancesco Diliberto… Pif, e poi reinterpretato e trasformato in serie televisiva, intendendo tra le righe forse la passività che c’è dietro tutto questo, un po’ come se quasi quasi alla gente piaccia essere lì, inerme. Come poteva mancare, in un momento storico come questo, una bella carrellata di frecciate a nientepopodimeno, per dirla in americano, quello che è il most hated dalla scena rap italiana, Matteo Salvini, Ministro dell’Interno e leader della Lega (Nord, per chi se lo fosse scordato. Quella che oggi chiamano Lega è la Lega Nord, che mentre prima faceva della latitudine e del federalismo fiscale i propri cardini, ora, grazie ad un’epocale azione di propaganda, riesce a prendere voti anche nel profondo Sud che ha sempre denigrato). In parole povere, tutta la seconda strofa del pezzo è riferita a Salvini, con frecciate come:

… ehi, ehi, questa è l’Italia, è una mente contorta, chiudi la bocca o ti levo la scorta …

ricordando agli ascoltatori la diatriba tra Matteo Salvini e Roberto Saviano, il quale ha accusato Salvini di essere un evasore (questo lo riprenderà dopo) oltre che il famigerato Ministro della Malavita, visto che subito dopo essere stato eletto ha tenuto un comizio a Rosarno, dove tra le prime file c’era una nutrita cerchia di camorristi: Salvini ha ben reagito a queste accuse, argomentando con eloquenti osservazioni del tipo togliamogli la scorta (Da quando Saviano ha scritto Gomorra è sotto scorta).

… poteri forti: aprono i conti ma chiudono i porti, rubano i soldi, impossibile opporsi …

Come non ricordare i 49 milioni di euro, che forse scritto in forma numerica rende di più, i € 49.000.000,00 di fondi pubblici ottenuti dalla Lega senza alcun apparente motivo? Salmo se li ricorda bene, Matteo un po’ meno. Se non sai di cosa io stia parlando/Se voti Lega Nord e non conosci dell’esistenza della sentenza di Cassazione Penale 3 luglio 2018, n. 29923/Se sei del sud e dormi leggi Perchè la Lega deve restituire 49 milioni di euro (spiegato facile). Quella dei porti chiusi manco sto qui a spiegarla.

Un’altra parola viene spesa da Maurizio Pisciottu riguardo ai razzisti che ascoltano musica rap oppure vanno ai concerti dei massimi esponenti del genere:

… Informazione, sai, qui non informa, i razzisti che ascoltano hip-hop, qualcosa non torna …

non capendo ovviamente nulla dei messaggi che l’artista vuole comunicare, perché essendo il rap una cultura puramente e unicamente black, non può per definizione mandare messaggi di odio razziale o di qualsiasi altra natura filo-razzista: mentre in Italia, il fan medio del rap vota proprio lui, Matteo Salvini, o almeno afferma che alcune cose che dice Salvini sono giuste. …Giuste? Salmo ha parlato anche di questo in una lunga intervista rilasciata a Rolling Stone, di cui la frase emblematica è: «Non puoi ascoltare hip hop ed essere un razzista, le due cose sono incompatibili perché questa è una cultura black da sempre. Se dici ‘grande Salvini’ devi bruciare i miei cd, o cambiare le tue cazzo di idee»

La terza strofa fa riferimento all’Italia vista al microscopio della sua attuale scena musicale, capace quasi per maggioranza assoluta di copiare e basta (e Sfera Ebbasta), che verso maggio/giugno si sforza in ogni modo di fare musica latinoamericana, con scarsi risultati, e di emulare i trapper americani con balletti, codeina e collane: come dice Emis Killa nel suo nuovo disco Il rap italiano è una felpa di Pyrex, facendo riferimento alla vicenda di Barletta, dove in un magazzino venivano stoccate centinaia di felpe Pyrex, marca di streetwear americano, ovviamente false.

… d’estate in Italia, influenza latina, cercano la hit estiva,

rum e cocaina, codeina, sembra che c’hanno la tosse canina …

Una parola a parte la merita il ritornello e conseguentemente al titolo del pezzo, chiaro riferimento ai famosi 92 minuti di applausi ricevuti da Fantozzi dopo aver avuto il coraggio di dire che la corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca.

  1. Stai zitto feat. Fabri Fibra (prod. Salmo)

La seconda traccia del disco non ha, senza ombra di dubbio, la stessa potenza comunicativa di 90 MIN, ma è molto più hip-hop, nel senso stretto del termine, con maggiore attenzione alle metriche e alle rime d’impatto. La prima strofa è di Salmo, e proprio non si è tirato indietro dal prendere per il culo la scena rap italiana:

… Voi non siete milionari, non siete Gerry Scotti,

non siete Travis Scott, sembrate tre bis-cotti

Pistole ad acqua nascoste nei giu-bbotti …

Parlando dei rapper che provano, come detto in 90MIN, ad emulare quelli d’oltreoceano, come Travis Scott, ma che in realtà più che Travis Scott sembrano tre biscotti, citando probabilmente una vecchia pubblicità dei Gentilini, si proprio i biscotti. La critica alla scena continua, trattando questa volta l’argomento del vestirsi da donna (Achille ci sei?) che poi alla fine, per quanto si vestono da donna, ci si sentono veramente donne.

Il ritornello contiene, come 90MIN, alcuni dei più noti cliché italiani, ovvero:

… Mi lamento del paese (stai zitto), non arrivo a fine mese (stai zitto)

tutta colpa dei migranti (stai zitto), senegalesi (stai zitto) e marocchini (stai zitto) …

La strofa di Fabri Fibra, come al solito, dice un mondo di cose in 16 barre, del tutto sconnesse tra loro, partendo da:

… Molta gente al diavolo ha venduto solo l’anima, io ho venduto pure un tour di mille date all’aldilà …

Che potrebbe essere una citazione ad un vecchio pezzo di Salmo, Il pentacolo, contenuto in Death USB, in cui Salmo paragona il firmare per un’etichetta discografica a vendere l’anima al diavolo. Fibra si fa poi un enorme viaggio mentale che vai a capire come gli è venuto in mente:

… Sono fan di questa moda di mixare i brand, ho provato a far lo stesso coi nomi delle band:

entrando in questo club vip, mettiamo i Sex Pistols coi Public Enemy e facciamo sex in public …

Parlando delle recenti collaborazioni tra marchi d’abbigliamento, come ad esempio Nike x Off-White oppure Louis Vuitton x Supreme, e provando a fare la stessa cosa con i nomi dei gruppi musicali più famosi: unendo i Sex Pistols e i Public Enemy, vengono fuori i Sex Public, che non credo necessiti di traduzioni. La fotografia all’attualità continua con l’argomento più caldo del 2018, che senza dubbio sarà ancora più caldo nel 2019, ovvero la trap, provando, a differenza di molti altri, a giustificare gli enormi numeri che questo genere è in grado di fornire alle case discografiche, ma allo stesso tempo criticandone i contenuti.

“… Mi vorrei reincarnare in un trap boy, per potere dire solamente “ye ye”

senza offesa, anche a me piace la trap, poi, a diciott’anni mica scopi se ascolti gli Slayer …

Salmo chiude il pezzo con la terza strofa in cui cita sé stesso con:

… Sollevo la mia pelle per guardare sotto, dentro non c’è il sole, piove a dirotto …

parlando della mancanza di felicità che è in lui, vista da sotto la sua pelle (dice niente Sotto pelle?), oltre ad un tributo ad uno dei suoi artisti preferiti, Primo Brown, un terzo dei Cor Veleno, venuto a mancare nel 2015 per una malattia: in prossimità dell’uscita dell’ultimo disco dei Cor Veleno, Lo spirito che suona, tutti si aspettavano una collaborazione di Salmo, data la profonda amicizia tra i due, ma non è avvenuta, motivo per cui Salmo ha deciso di ricordarlo con questa barra:

… sai chi veglia sopra le mie barre? Primo Brown …

Il nostro rapper di Olbia continua ad autocitarsi parlando degli artisti pop che, dopo generazioni di dominio incontrastato, si ritrovano in fondo alle classifiche perchè sia il podio delle classifiche, che il posto successivo, che buona parte delle ulteriori posizioni, sono tutte occupate dai rapper: Salmo si prende il merito di questo e si scusa a nome di tutti (chissà se quel Mi scusi sia un altro modo di dire Perdonami)

… I vecchi scureggioni della pop-music, sono un po’ in difficoltà, sono con-fusi

in classifica per primi solo i ra-ppusi, quindi porgo le mie scuse, “Mi scusi” …”.

 

  1. Ricchi e morti (prod. Salmo & Antianti)
  2. Dispovery Channel feat. Nitro (prod. Stabber)

Ricchi e morti (probabilmente riferito a Rick & Morty) e Dispovery Channel (evidente riferimento a Discovery Channel) vanno ascoltati insieme, come se fossero un pezzo unico. Se in Ricchi e morti Salmo ironizza sullo stereotipo dei soldi, dell’avidità e di quant’altro ruota attorno al fatturato, in Dispovery Channel Salmo si ritiene fortunato di essere nato povero, perché non basta il talento, ma serve anche la fame e qualcuno che ti insegni a sfruttarla a tuo favore, nel caso di Salmo suo padre. Mentre Ricchi e morti è uno dei pezzi del disco che potrebbe essere suonato nelle discoteche, un concentrato di rime autocelebrative, come

“… Mon Frère, il mio conto è così gonfio, è un Moncler …”

… sono il Cristo che moltiplica gli zeri, ma un miracolo non basta perché, sai, ne voglio ancora …

e di autocitazioni come

… Bro il tempo è denaro, non chiudo la – …”:

dato che non vuole perdere tempo, non lo spreca neanche per chiudere la rima: riferendosi alle sue chiusure troncate, già utilizzate in 7 AM, contenuto in Hellvisback;

… interni in pelle con i cerchi d’oro, giro sulla mia nuova autostima …”,

paragonando l’autostima ad una macchina di lusso e facendo un gioco di parole tra automobile e autostima: il pezzo citato è Mic Taser anche questo contenuto in Hellvisback, in cui scriveva “… Lego stretta la cintura al collo, prima di schiantarmi contro l’autostima

“… mi trasformo quando performo …”,

ricordando un suo vecchio pezzo, Death USB, contenuto nell’omonimo disco, in cui rappava “… Mister, chiamami Hyde, perché quando performo mi trasformo …”.

In Dispovery Channel, dove è ospite il fratellino Nitro, il tenore si alza, sia a livello di punchlines che di contenuti, ma ad ogni modo l’argomento trattato è lo stesso.

 

  1. Cabriolet feat. Sfera Ebbasta (prod. Salmo & Charlie Charles)

Nel 2016 Salmo ha pubblicato Hellvisback, di cui l’ultimo pezzo è Peyote, prodotta da SBCR (The Bloody Beetroots): la traccia dura 9 minuti e mezzo, ma in realtà la canzone vera, la chitarra di SBCR, dura 3 minuti; il resto è Mr. Thunder, una skit in cui Salmo si trova di fronte al suo produttore discografico, Mr. Thunder appunto, che cerca di scegliere per lui il suo genere musicale. Il primo genere che propone Salmo a Mr. Thunder è la trap e per proporgliela scrive un testo denso come “Entro, spacco, esco, ciao”. Finito. Ora, è evidente che è una critica alla trap, che allora era appena in procinto di emergere, ma su ‘sta storia Rolling Stone ci ricamò sopra tutto un film in cui Salmo dissava (Dissing) Sfera Ebbasta. Per tutta risposta, Salmo ha ben pensato di prenderli in giro facendo un pezzo proprio con lui; c’è riuscito anche lo stesso Sfera, perché chiude la sua strofa con “Entro, spacco, esco, ciao”. Ora ce l’ha un senso eh?

Dopotutto, il pezzo è particolare, soprattutto per la strumentale del Re Mida dei beat Charlie Charles, ma di fatto Salmo scrive una 16 e Sfera una 8, ben condita da “skrt, skrrt”. La cosa più interessante è il ritornello, in cui Salmo scrive:

“… Volevo fare il batterista, suonare con un gruppo rock

meglio che fare il giornalista, e pensare sia un lavoro scrivere su Rolling Stone

potrei suonare il pianoforte, vivere in una Cabriolet

una canzone non salverà il mondo, ma so che può salvare te …”

In cui prima parla del suo passato da batterista, con gli Skasico (volevo fare il batterista, suonare in un gruppo rock), poi prende ancora in giro Rolling Stone (meglio che fare il giornalista e pensare sia un lavoro scrivere su Rolling Stone), e poi cita lo stesso Sfera Ebbasta, perché una canzone non salverà il mondo, ma so che può salvare te è del tutto simile a Oggi ho scritto una canzone, si quella è per sempre, per certe persone sarà un salvagente scritta nel ritornello di Ricchi per sempre.

Un altro bel messaggio è quello del bridge, che collega le strofe al ritornello, ovvero

“… a scuola se ti chiedono ‘Il futuro dov’è?’, digli ‘presente!’ …

facendo leva sul doppio significato della parola presente, utilizzabile sia come risposta durante l’appello scolastico che come tempo, il presente, perché di fatto i giovani sono oggi, sono il presente. Questa è la risposta di Salmo a tutte le critiche che ricevono costantemente i giovani, a cui vengono affibbiate le colpe di tutto, sia di quello che sta accadendo che quello che accadrà, perché “se andiamo avanti così …”, quante volte l’avrete sentito? Ecco, bisognerebbe ricordare a chi fa queste affermazioni che i giovani sono la loro unica speranza piuttosto.

 

  1. Ho paura di uscire (prod. Salmo)

Il mio tamarro interiore ringrazia a voce altissima Salmo per aver (prodotto e) scritto questo, che è senza ombra di dubbio il pezzo più cafone del disco e soprattutto il prossimo super-singolo. Sul testo non c’è molto da dire, in quanto vige il teorema generale per cui all’aumentare della potenza e alla “ballabilità” del pezzo ne diminuiscono i contenuti: tra tutte le barre solamente un paio sono “degne” di essere riportate:

… la penna è un crocifisso, manda a farsi benedire, ho gli anni di Cristo quindi meglio non uscire …

Paragonando con una sineddoche la sua penna appunto ad un crocifisso, ma riferendosi a Cristo, dice che così come il crocifisso ha portato alla morte Cristo la sua penna manda a farsi benedire i suoi avversari. Dato che il pezzo è stato scritto nel 2017, in quel periodo Salmo aveva 33 anni, ovvero l’età in cui sembra sia morto Cristo, e visto che non è la prima volta che si paragona a Gesù Cristo (vedi Il messia in Hellvisback), crede che sia meglio non uscire, autocitando inoltre il suo stesso pezzo.

La cosa più interessante del pezzo è però il remix, che Salmo ha “involontariamente” registrato a Radio 105 nel programma di Max Brigante, Mi Casa. Il testo è sempre quello di Ho paura di uscire, ma la strumentale è Losing It di Fisher: il risultato è questo. A mio giudizio, è una delle pochissime volte in cui il remix è meglio dell’originale, senza nulla togliere a quest’ultimo.

 

La seconda parte della recensione uscirà il 24 settembre, e sarà l’occasione per capire il legame tra Salmo e il Messico, se sa suonare la batteria o meno, la scelta del titolo (apparentemente senza senso) della recensione, cosa c’entra Salmo con Pablo Escobar, ma soprattutto, dubbio che anch’io ho nutrito per diverso tempo, chi è Nstasia.

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