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Gli studenti ci spiegano la visione di Adriano Olivetti

Il Festival dello sviluppo sostenibile ha ormai preso il via all’interno delle sedi Luiss e lo staff di Sempre Positivi ha avuto l’onore di partecipare all’evento “Declinare Olivetti al futuro – insegnamenti validi per il domani”, un seminario tenuto dagli studenti per un pubblico di docenti/Hr. L’organizzatore dell’incontro  il professore Francesco Rullani, responsabile progetto ERS hub alla Luiss, ha ideato questa formula “a parti invertite”, insieme al neonato ERS Forum, grazie alla quale tre studenti ( Federico Bucci, Claudia Perillo e Riccardo Perseu) hanno avuto la possibilità di tenere una “lezione” sulla visione di Adriano Olivetti di fronte a dei professori universitari, come il Professor Matteo Giuliano Caroli e  il Professor Roberto Maglione, dando loro la possibilità di affrontare la questione da un punto di vista più fresco.

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Adriano Olivetti, storico imprenditore italiano il cui cognome rimane indissolubilmente legato al prodotto più iconico della sua azienda, la macchina da scrivere, ha scritto una pagina della storia delle imprese, soprattutto per i suoi metodi di organizzazione rivoluzionari. Le sue idee innovative, infatti, sono ancora oggi particolarmente attuali e formano tutt’ora oggetto di dibattiti. Due erano gli elementi fondamentali della sua “filosofia”: il work-life balance, a favore del quale concesse una serie di iniziative (la settimana corta, speciali congedi retribuiti, la costruzione di asili e centri estivi, la presenza di assistenti sociali e psicologi sul luogo di lavoro, polizze per infortuni sul lavoro) e la connessione fra azienda e ambiente, convinto che la prima potesse migliorare e arricchire il secondo.

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Consci degli insegnamenti lasciati da questo grande imprenditore italiano, gli studenti hanno provato a raccontare come questi siano arrivati fino ai nostri giorni, parlando di realtà quali le B Corp e le Società Benefit per le quali l’Italia si trova d essere all’avanguardia rispetto all’Europa, ma soprattutto hanno provato a descrivere come questi potrebbero essere utilizzati per costituire un sistema di Welfare “universale”, vale a dire in grado di coinvolgere il maggior numero di soggetti possibili. Come è emerso dal confronto finale tra studenti e professori, da un lato si possono solo ammirare le iniziative apparentemente “solidali” di Olivetti che sembrano essere volte ad un rispetto della figura del lavoratore e ispirati a principi eticamente corretti, ma dall’altro dobbiamo essere consapevoli che i metodi olivettiani si inserivano in un contesto di tipo “capitalistico” e avevano come fine ultimo l’aumento della produzione, passando attraverso il benessere dei dipendenti.

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Proprio perché si tratta di tecniche per l’organizzazione e sviluppo dell’azienda, è possibile soffermarsi sulla loro effettiva applicazione e sostenibilità: ad oggi, garantire ciò che Olivetti aveva ideato per la sua impresa sembra essere troppo oneroso per una mancanza materiale di risorse, come dimostra il fatto che alcuni dei benefit concessi sono andati a integrare i minimi salariarli previsti dai contratti collettivi, ma noi di Sempre Positivi siamo convinti che grazie all’entusiasmo e alla preparazione dei giovani sarà possibile trovare il modo di riportare in auge questi principi, perché imboccando la strada più difficile e tortuosa si arriva sempre ai risultati più importanti.

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