Piermatteo Grieco

Il creatore del Superuovo

by Beatrice De Negri

Alzi la mano chi non si è fatto una grassa risata con il Superuovo (Facebook, Instagram).

E’ praticamente impossibile, se hai oltre i 14 anni e frequenti i social network, non conoscerlo! (se sei uno di quelli, corri a cercarlo!)

Per alcuni il Superuovo sforna il “meme di cultura”, per altri è l’articolo arguto, ma la verità è che non si limita a questo, dietro il progetto c’è davvero un grande lavoro, un team formato da persone con le qualifiche e con gli interessi più disparati. Poiché ero estremamente curiosa, ho deciso di parlare con il ventisettenne Piermatteo Grieco, l’ideatore del Superuovo, il quale ci ha mostrato tutta un’altra storia, un progetto fatto di ironia, positività e con il fine nobile della divulgazione culturale.

Un grazie speciale a te e a tutto il tuo Team!

 

  • Parlaci un po’ di te

Ho sempre un po’ di disagio a parlare di me, non mi piace granché descrivermi, però ci provo. Sono laureato in fisica, ho un master in economia, mi sto specializzando in sistemi complessi, ho frequentato chitarra jazz al conservatorio di Livorno e cerco di imparare qualcosa ogni settimana. Questa settimana, sto imparando a creare delle virality map per un articolo scientifico che dovrei scrivere con un mio amico (lui fa il professore di psicologia in cattolica a Milano).

Sono amministratore di una srl che si occupa di analisi dati, big data, tecniche di marketing prettamente sul digitale e lavoro come data scientist manager presso un’azienda italiana. (Robetta, insomma)

 

  • Come ti descriveresti?

Dico solo che sono un grifondoro!

Sono appassionato di musica, letteratura, filosofia e sociologia. Una volta facevo anche sport, ma ahimè, mi manca materialmente il tempo attualmente. La politica è una mia grande passione, penso sinceramente che con impegno, dedizione, testa e pazienza si possa cambiare qualcosa.

 

  • Come mai il Superuovo? Come è cominciata?

È cominciata un po’ casualmente, poi ha iniziato ad avere successo per una serie di cose e così ho iniziato ad incuriosirmi e studiare i fenomeni virali.

Ne ho cercato di delineare le caratteristiche generali per crearne un modello scientifico (per deformazione professionale) ed ho capito che non mi bastava solo una materia, ma serviva di più.

Oggi ne ho delineato uno e funziona molto bene!

Il Superuovo è nato come una semplice pagina di meme e poi si è evoluto come gruppo Facebook (oggi ha > 100k membri) dove tante persone discutono di vari argomenti – dall’attualità alle speculazioni o semplicemente i loro pensieri – e creano i meme da proporre poi in pagina, al blog dove vengono trattati argomenti culturali e vengono divulgati associandoli a fenomeni pop, al nascente canale YouTube.

Forse a breve potremmo creare un patreon.

 

  • Qualche sogno nel cassetto? Progetti in corso?

Per quanto riguarda i sogni, ti darò una risposta un po’ impopolare: io ai sogni non ci credo.

Io credo nei progetti, nella fiducia che si può avere in sé stessi e nel rimboccarsi le maniche.

 

  • Parlami del Team del Superuovo: chi partecipa, che combinate…

Dunque, nel team del Superuovo ci sono (in ordine sparso):

15 editor che aiutano a creare le immagini in pagina

115 blogger che scrivono dei fantastici articoli per i blog, di cui 7 capigruppo che gestiscono ognuno dei giorni di pubblicazione della settimana

40 bravissimi grafici di cui 4 capigruppo.

Marco Parrinello il cui ruolo è evangelizzare sulla corretta dizione di “arancina” e punire chi la chiama “arancino”.

14 moderatori del gruppo Facebook che mi aiutano a gestire il gruppo Facebook prima citato.

22 tra montatori video e attori per il canale YouTube

 

  • Qualche progetto in corso?

Effettivamente, ne ho un paio:

1) Un social network di microblogging: uno strumento che assomiglierà ad un social network come YouTube, ma per i blog, e che permetterà a tutti di poterne creare uno in maniera semplice, veloce ed estremamente personalizzabile. Gratis. E permetterà a tutti di guadagnare qualcosa con la propria creatività. È a buon punto della costruzione e per lui cerco fundraiser

2) Un progetto Smart home che tramite un meccanismo che ho inventato e costruito grazie ai miei compagni di startup vuole leggere le emozioni e le sensazioni umane per poter far sì che queste automatizzino la casa e non. Questo è stato scelto dal politecnico di Milano per un programma di affiancamento all’interno di una parte del PoliHub: ci affiancano 2 manager, un ex bticino ed un esperto di predictive analytics.

 

  • Cerchi di mandare dei messaggi?

Certo, il messaggio di sottofondo è sempre di informarsi. E cerchiamo di farlo con blog e canale YouTube.

 

  • Da quando hai iniziato cosa è cambiato nella tua vita?

Sicuramente è più frenetica! Ho potuto creare un team di persone che credono in qualcosa di così bello come la cultura.

Questo è un cambiamento che ti riempie davvero le giornate e prima di andare a dormire ti fa pensare di aver combinato qualcosa durante la giornata.

 

  • Un messaggio per chi ti segue

Le idee sono bellissime, ma ancora più bello è realizzarle: rimboccatevi le maniche, ma prima ancora spremetevi le meningi. Ricordate che la cultura serve a rendere unico chi la acquisisce – perché non esistono due persone al mondo che abbiano appreso le stesse cose allo stesso modo – ma questo non basta: se vogliamo cambiare qualcosa davvero in questa generazione, dobbiamo metterci sia la testa che il cuore.

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