Referendum Atac

Atac Roma

Tutto il necessario per votare informati

by Andrea Calà

L’11 Novembre dell’anno corrente, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, nei seggi ordinari di zona, gli stessi  dove lo scorso 4 Marzo per le elezioni politiche tutti noi elettori ci recammo un po’ incerti, i cittadini romani saranno chiamati a votare per il Referendum cittadino consultivo sulla messa a gara dell’incarico sulla gestione del servizio di trasporto a Roma, incarnato tutt’oggi in quella grossa azienda arlecchina chiamata Atac.

Referendum Atac, Il Referendum Cittadino.

Il referendum è, per l’appunto, cittadino e consultivo. Cittadino nel senso che è un referendum proposto non dalla città, e quindi dal comune stesso, ma dai cittadini (“Grande esempio di democraticità” sosterrà Riccardo Magi dei Radicali) ed è consultivo dal momento in cui il suo risultato non ha alcuna conseguenza diretta sulle decisioni del comune: i consigli comunali non hanno nessun obbligo nel dover rispettare quanto uscito fuori dal voto popolare, che sostanzialmente rappresenta una consultazione, e quindi un parere. L’unica cosa che devono assicurare è che nello svolgersi delle prossime assemblee comunali vengano prese in considerazione le posizioni del popolo sull’argomento Atac. Perché il referendum non sia invalidato è necessario che si presentino alle urne almeno 1/3 degli aventi diritto, che in questo caso sono tutti gli iscritti nelle liste elettorali di Roma (ossia tutti i cittadini maggiorenni residenti a Roma e alcuni casi eccezionali)

Referendum Atac, l’iter e i Quesiti

I Radicali Italiani, con il loro comitato “Mobilitiamo Roma” creato per l’occasione , è il Partito politico che ha eseguito per intero l’iter, il percorso che ha portato la sindaca Raggi a dover indire il referendum: con non meno di 1000 firme obbligatorie, il 6 Aprile 2017 Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli presentano ad una Commissione per i Referendum (costituita da giuristi) il documento con i quesiti referendari da sottoporre alla comunità dei cittadini; la commissione verifica che i quesiti in questione siano scritti a norma, cioè con la giusta forma e con il giusto contenuto, e solo dopo esser stati valutati come giuridicamente validi viene avviata la raccolta firme finale, quella in grado di rendere il referendum indetto, cioè reale, concreto. Le firme necessarie perché il Referendum divenisse concreto equivalevano all’1% della popolazione residente (nel caso di Roma, a 28.735 cittadini).

I quesiti finali, revisionati e formalmente corretti dalla commissione, che troveremo scritti Sabato 11 Novembre sulle due colorate schede elettorali sono i seguenti:

  1. “Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”
  2. “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”.

Referendum Atac, La raccolta firme e la “linea R”

I radicali consegnano i quesiti al Comune, il comune il 3 Maggio 2017 li dichiara giuridicamente ammissibili: comincia così la raccolta firme.

Creano per l’occasione la linea (non autorizzata) che scelgono di chiamare “Linea R” (R come radicali e come Referendum); sostanzialmente un mezzo privato da loro affittato che seguiva percorsi non coperti dalle linee statali e che per l’occasione si stabilizzava in posti sparsi per tutta Roma, pronto per raccogliere le firme. A fine sosta, quando il mezzo era pronto per ripartire, si offriva ai cittadini che lo desideravano un passaggio per la tappa successiva. Una simpatica trovata, ma anche una forma di “disobbedienza civile”, dirà in seguito il segretario dei Radicali e principale promotore del referendum Riccardo Magi.

Avviene la consegna delle firme: il comitato Radicale “Mobilitiamo Roma” presenta alla Commissione dei Referendum 33.132 sottoscrizioni per il primo quesito e 32.809 per il secondo.

L’8 Novembre 2017 la Commissione, invalidate alcune firme (alcune per mancata autenticazione, alcune perché scritte più volte, altre perché appartenenti a persone impossibilitate a votare), approva e indice referendum per l’11 Novembre 2018.

La delibera della commissione dice: 30.135 firme valide per il Q.1 e 28.735 firme per il Q.2

Referendum Atac, il significato dei Quesiti

Q1: il primo quesito si rivolge ad Atac e discute il metodo di affidamento della sua gestione.

Si rivolge solo ed esclusivamente ad Atac, non a tutte le sue costole: il servizio di trasporto pubblico che Roma offre include in sé le quattro (tre e mezzo) linee metropolitane A,B,B1,C; le linee tramviarie e filobus, le linee autobus (quelle che il quesito chiama “su gomma”) e le linee ferroviarie Roma lido, Roma Nord, Roma Giardinetti.

La gestione di questi servizi è affidata non solo ad Atac, ma anche a RomaTpl, un’azienda privata che vinse nel 2010 un concorso di gara aggiudicandosi il 20% delle linee Romane. Nei 20%, le cosiddette 100 linee, erano incluse tutte quelle tratte periferiche che potevano esser coperte da mezzi di minore portata e che ad Atac non conveniva coprire. Il pagamento di Roma TPL non avviene sui biglietti venduti ma sui KM percorsi; l’erogazione del biglietto è quindi unica. Oltre alla “costola” Roma Tpl, Atac ha in affidamento (e quindi non possiede) le linee ferroviarie sopracitate (Roma Lido ecc.) che dipendono però dalla regione, che dal 2017, tra l’altro, ha deciso di metterle a gara Europea. Avendo chiarito a chi (o meglio a che cosa) si rivolge il quesito, chiariamone il suo significato: il tema è il metodo di affidamento, che diventerebbe quello “mediante gare pubbliche”; ossia il comune redigerebbe un bando di gara pubblico dove specificherebbe un piano di progettazione cristallizzato fatto di finalità, scopi, tariffe e vincoli, che l’eventuale o gli eventuali vincitori del bando dovrebbero rispettare e portare avanti di loro gestione. L’ultimo enunciato del primo quesito si riferisce alla questione dei posti di lavoro: si garantisce e si assicura che nessun lavoratore Atac resterebbe senza lavoro e che in ogni caso avverrebbe una conseguente “ricollocazione”.

Q.2: il secondo ed ultimo quesito si riferisce invece alla promozione e alla agevolazione (che possa essere fiscale, legale o d’accessibilità) dell’esercizio dei mezzi di trasporto collettivi non di linea in ambito locale, ossia di quei mezzi in grado di trasportare individui o più persone ma che non rientrano nei dipendenti del trasporto pubblico, e che hanno dunque funzione complementare e integrativa; vedi i Taxi, Uber ecc.

Referendum Atac, come funziona oggi l’azienda

L’Atac è la società incaricata dal comune di Roma Capitale di gestire il servizio pubblico di trasporto. E fin qui ci siamo, tutti d’accordo, ma cos’è Atac? Chi muove i fili dell’azienda e a quali mezzi di trasporto si riferisce la sua gestione?

La moderna Atac per com’è oggi e per come la conosciamo noi nasce nel 2010 come un unico vestito che voleva racchiudere a sé la gestione dei trasporti delle linee (prima indipendenti, poi coese e poi ancora indipendenti) di Metro e Tram, le linee di trasporto che i tecnici chiamano “sotterranee e di superficie su rotaia” e che un tempo avevano proprie società municipalizzate, slegate da Atac, che le gestivano (Met.Ro ecc.)

L’azienda per i trasporti Atac, spiegato in soldoni, stabilisce ogni anno con il comune di Roma Capitale un contratto che include un numero prestabilito di Km annui minimi da percorrere e la copertura minima che Atac deve avere sul territorio. Negli ultimi anni, per gli eccessivi debiti contratti (1.3 miliardi di euro registrati nel 2017), Atac ha rischiato di esser dichiarata fallita.

Il 30 Maggio 2018 viene presentata dal comune al Tribunale fallimentare (che si occupa delle società in via di fallimento) il piano industriale per evitare la dichiarazione di bancarotta; il 27 Luglio 2018, il Tribunale approva il cosiddetto concordato preventivo, l’unico modo ad oggi in cui l’azienda Atac riuscirebbe a rimanere pubblica. Il 22 Maggio 2018 Antitrust ed Anac hanno più volte dichiarato il concordato illegittimo, “dannoso alla concorrenza”, ed hanno inviato un ricorso ai giudici amministrativi: sono ancora in corso le indagini.

One Reply to “Referendum Atac”

  1. FLAVIA ROMANA says:

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