Robotaxi

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Taxi senza conducente, di cosa si tratta?

by Davide Schinella

Chiamate il 3570, prenotate il vostro taxi e, al suo arrivo, non ricevete nè buongiorno, nè buonasera.
Conducente maleducato? No, semplicemente conducente assente, in un taxi a guida automatica.

Ebbene, se fino a qualche tempo fa un’ipotesi simile era ricollegabile soltanto alla cartoonesca immagine della macchina fantasma, ora potrebbe diventare realtà.
O meglio, da Gennaio 2018, lo è già in Arizona, grazie a Waymo, startup del colosso Google, ed i suoi 600 minivan Chrysler Pacifica Hybrid, che macinano una media di 25000 miglia al giorno.

Le problematiche connesse a tale sistema rivoluzionario, tuttavia, non sono mancate: a parte qualche piccolo sorvolabile incidente, infatti, episodio ben più grave, e causa di sospensione immediata (anche se temporanea) del servizio, è accaduto a Tempe, in Arizona, dove un’auto ha investito una donna che si trovava in bici su un attraversamento pedonale, provocandone la morte.
Anche se le indagini sull’incidente hanno parlato di incidente inevitabile, scagionando di fatto il robotaxi, le perplessità rimangono, così come le preoccupazioni verso una macchina completamente autonoma.

Nonostante ciò, il Ceo di Waymo, John Krafcik sembra intenzionato nel giro di qualche anno, a portare i robotaxi in Europa.
E su questa scia, ampliandone il concetto anche al di fuori del servizio taxi, sembra si stiano muovendo anche diverse case automobilistiche, come Volvo, Mercedes e Ford, in gara per sviluppare il primo prototipo a guida autonoma per la vendita commerciale.
Una decisa accelerata verso il futuro.

La quale, tuttavia, porta inevitabilmente ad una serie di interrogativi: c’è davvero così bisogno di un servizio simile? Di un servizio che, tra l’altro, porterebbe all’inesorabile scomparsa del mestiere del tassista?
E, più in generale, siamo davvero pronti ad un futuro di macchine autonome? O sarebbe preferibile limitarsi alla guida assistita?

D’altronde ci troviamo sulla classica linea di confine tra la tecnologia produttiva e funzionale all’uomo, e quella invasiva e soppressiva delle sue facoltà.

Quindi sì agli aiuti alla guida, sì all’accelerata verso il futuro, ma non sarebbe preferibile lasciare che sia l’uomo a spingere l’acceleratore?

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