She’s leaving home

Beatles She's leaving home

Song of the week #4 – A runaway girl

by Giorgia Tombesi

La quarta puntata di questa rubrica sarà dedicata all’analisi di una canzone che ritrae il conflitto intergenerazionale tra genitori e figli nel periodo delle grandi ribellioni giovanili, la seconda metà degli anni ‘60.
She’s leaving home è un brano composto da Paul McCartney e John Lennon e pubblicato dai Beatles nel 1967, nell’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.
Sgt. Pepper’s rappresenta un punto di svolta, un vero e proprio spartiacque per la storia del gruppo; ognuno dei membri fornisce un apporto personale basato sulle proprie esperienze maturate in quel periodo e queste si riflettono in maniera preponderante sul disco. I testi sono originali e marcano grandi differenze rispetto allo stile utilizzato in passato, ad eccezione di pochi pezzi tra cui proprio She’s leaving home, che prosegue in maniera pressoché lineare il percorso dei precedenti dischi, seppur con qualche elemento di novità molto interessante.
George Martin, il loro produttore discografico, la definì una canzone non del gruppo nel suo complesso, bensì “una pura McCartney, dall’inizio alla fine”.
È tra le poche canzoni, insieme a Eleanor Rigby, in cui i Beatles non suonano alcuno strumento. Il genere in cui è ascritta è il pop barocco, uno stile musicale sorto nella metà degli anni ’60 in Inghilterra in cui il rock si serviva di elementi di musica classica; difatti le voci sono accompagnate da suoni di arpe, violoncelli, viole, violini e un contrabbasso.
L’ispirazione per la canzone provenne da un articolo di cronaca del Daily Mail, intitolato “A-level girl dumps car and vanishes”, che riportava la storia di una ragazza che era scappata di casa, una delle tante che sceglievano di intraprendere questa strada negli anni ’60, spinte dall’ostilità nei confronti degli adulti e dalla volontà di essere libere e provare nuove esperienze.
La ragazza in questione, tale Melanie Coe, era una studentessa modello di 17 anni che frequentava la Skinner’s Grammar School a Stamford Hill e che, a detta di suo padre, “aveva tutto” e non vi era alcun motivo per cui dovesse scappare di casa.
Al contrario di quanto descritto nel testo, la giovane era fuggita con un croupier e non con un motor trade manche è un personaggio puramente fittizio e serviva come espediente per dare un’aria inaffidabile all’uomo.

“She (we gave her most of our lives)
Is leaving (sacrificed most of our lives)
Home (we gave her everything money could buy)
She’s leaving home
After living alone
For so many years (bye bye)­­­­”

La peculiarità di questa canzone sta nell’alternanza di due punti di vista, quello del narratore che racconta in terza persona le azioni compiute dalla ragazza prima di dire addio al suo nido familiare e quello dei genitori – le frasi in corsivo nel ritornello – che non riescono a capacitarsi di come abbia potuto compiere un gesto simile.
Secondo quanto dichiarato da Paul McCartney, fu di John l’idea del coro greco per il punto di vista dei genitori, e fu realizzato incidendo due volte le loro voci sul disco.
Anche le parole pronunciate dai genitori furono un contributo personale di Lennon, che si ispirò alla sua severa zia Mimi, che lo aveva cresciuto da bambino. Tutte quelle frasi come “We never thought of ourselves, never a thought for ourselves, we struggled hard all our lives to get by” erano cose che Mimi era solita dire.

La melodia, contrariamente al tema delicato affrontato nella canzone, non si presenta con tonalità drammatiche e struggenti, ma con strumenti a corda che emettono un crescendo di suoni delicati e ariosi.
“Mi piaceva come canzone – disse McCartney – e quando la feci vedere a John, lui aggiunse quelle lunghe note sostenute, e una delle cose che preferisco della struttura del brano è che rimane sospesa su quegli accordi, all’infinito. Ti cattura sul serio. È un piccolo trucchetto e penso che funzioni molto bene.”

Melanie Coe seppe solo dopo molto tempo che la canzone la riguardava:
“La cosa sorprendente della canzone è stata quanto ha avuto ragione sulla mia vita. Ha citato i genitori dicendo “Le abbiamo dato tutto ciò che il denaro può comprare”, il che era vero nel mio caso. Avevo due anelli di diamanti, una pelliccia di visone, vestiti fatti a mano in seta e cashmere e persino la mia macchina.

She's leaving home

Poi c’era la frase “Dopo aver vissuto da sola per tanti anni”, che mi ha colpito davvero perché ero figlia unica e mi sentivo sempre sola. Non ho mai comunicato con nessuno dei miei genitori. È stata una battaglia costante. Ho sentito la canzone quando è uscita e ho subito pensato che fosse per qualcuno come me. Ricordo di aver pensato di non essere scappata con un uomo del commercio automobilistico, quindi non poteva riguardare me! Dovevo avere più di vent’anni quando mia madre disse che aveva visto Paul in televisione e aveva detto che la canzone era basata su una storia su un giornale. È stato allora che ho iniziato a dire ai miei amici che era per me.”

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