That’s life

Frank Sinatra That's life

Song of the week #5 – That’s life!

by Giorgia Tombesi

La quinta canzone che verrà analizzata in questa rubrica è That’s life di Frank Sinatra, incisa nel 1966 e inserita nell’omonimo album.
La prima volta che Sinatra cantò la canzone, essa fu eseguita come un brano blues, accompagnata da un organo elettrico; tuttavia questa versione non fu mantenuta nel disco ma virò verso un pop swing.
Pur non essendo solito scrivere le proprie canzoni, Frank Sinatra riusciva meglio di chiunque altro a dare ai testi che gli venivano sottoposti una forza interpretativa e un carattere ineguagliabili. Molto era dovuto dalla tonalità calda e avvolgente della sua voce, che molti hanno tentato di eguagliare ma con scarsi risultati. Molto dalla sua personalità carismatica e poliedrica: le sue interpretazioni acquisivano quasi la forma di uno spettacolo – anche per via delle sue ottime capacità recitative – perché gli conferiva forte intensità, motivo per il quale i maggiori compositori del tempo facevano a gara per poterlo avere come interprete dei propri brani.

Fu proprio questa combinazione di qualità che lo resero unico e lo fecero assurgere a uno degli artisti più importanti del panorama mondiale per quasi cinque decenni.
Di tutti i cantanti di alto calibro (Aretha Franklin, Bono Vox..) che si sono succeduti nell’interpretazione di questo brano, ho scelto di prendere in esame la versione di Sinatra perché credo che sia riuscito più di altri a trasmettere il messaggio contenuto nel testo a tutta l’America.

Seppur non sia l’autore del testo – la canzone fu composta da Dean Kay e Kelly Gordon tre anni prima – è indubbio che la versione incisa da Ol’ Blue Eyes, sia quella più apprezzata dal pubblico e che l’ha resa un classico intramontabile.
“You’re ridin’ high in April, shot down in May
But I know I’m gonna change that tune
When I’m back on top, back on top in June”
In questa prima strofa Sinatra (e ovviamente gli autori della canzone) invita coloro che ascoltano ad abituarsi agli alti e bassi che si possono verificare nella carriera. In particolare negli ultimi due versi dà una visione ironica e positiva della vita, che viene affrontata con ironia e leggerezza.
“Some people get their kicks,
Steppin’ on dreams;
But I don’t let it get me down,
Cause this ol’ world keeps spinning around.”

Molte persone nel corso della vita cercheranno di ostacolarti, di calpestare i tuoi sogni, ma la soluzione è quella di non abbattersi e non lasciare che quest’aura di negatività ci pervada e ci impedisca di superare le sfide che la vita ci sottopone.
I’ve been a puppet, a pauper, a pirate,
A poet, a pawn and a king
.
I’ve been up and down and over and out
And I know one thing:
Each time I find myself flat on my face,
I pick myself up and get back in the race.”
Questi primi due versi riportati sono il fulcro della canzone, in quanto racchiudono il suo tema di fondo. Nella vita è necessario procedere gradualmente e talvolta provare numerose professioni prima di raggiungere i propri obiettivi. Non importa il ruolo che andremo ad interpretare, ognuno di essi potrà comunque impartirci un insegnamento e contribuire a indirizzarci verso qualcosa di sempre più grande.
La cosa importante da tenere in mente durante questo percorso, talvolta frastagliato e impervio, è cercare di ritornare in gara ogni volta che i problemi che si presentano sembrano buttarci giù e impedirci di rialzarci.

“That’s life (that’s life), that’s life and I can’t deny it
Many times I thought of cuttin’ out but my heart won’t buy it”
Nella vita le scelte sono ciò che ci definisce e spesso capire quando è il caso di abbandonare un progetto e smettere di protrarre qualcosa che non ci condurrà da nessuna parte è sintomo di grande forza e lungimiranza perché significa che si è consapevoli di che valore attribuire a quell’idea.
“But if there’s nothin’ shakin’ come this here July
I’m gonna roll myself up in a big ball a-and die
My, my!”

L’ultima strofa è decisamente la più controversa e la meno intuitiva di tutto il brano e credo che ciò sia stato una scelta voluta dagli autori.
A mio avviso, il termine “shaking” indica qualcosa di significativo, emozionante, mentre il verso successivo fa riferimento alla posizione fetale, che potrebbe indicare un momento di regressione al periodo infantile. Presumibilmente, questo ultimo passo evoca un’ulteriore fase della vita: l’attesa del cambiamento e di una nuova crescita.

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