Una storia d’Amore

Masterchef

Antonia Klugmann abbandona Masterchef

by Alessandro Nicolai

Fiumi di lacrime, diffusi gesti di cordoglio, bocche senza fiato… non è il mio caso: al massimo ho gli occhi gonfi per i pollini primaverili, la costernazione è semmai figlia di una sessione d’esami imminente e fortunatamente respiro benissimo. Posso dunque concludere che non ho vissuto la notizia dell’abbandono della Chef Antonia Klugmann dal prossimo cast di Masterchef con lo stesso coinvolgimento emotivo manifestato dal pubblico social, che ha “allegramente” invaso la quiete della mia home di Facebook rivendicando la testa dei vertici di Magnolia(la società televisiva che produce Masterchef) per il mancato rinnovo contrattuale. Sia chiaro: anche io sono un appassionato telespettatore del programma, data la mia ossessiva passione per la cucina, e pertanto non voglio ergermi a paladino dell’inarrestabile anticonformismo conformista che criticherebbe qualsiasi espressione culturale, se eccessivamente radicata tra il “profan volgo”. Tutt’altro. Parlo come magno. Quindi incondizionata critica a tutto ciò che è popolare vade retro. Al contempo potrebbe sembrare insensato trattare di un argomento che io stesso ho definito di limitata rilevanza. Tuttavia ritengo che dietro questa notizia, apparentemente marginale, si celi una fantastica storia d’amore.

Antonia Klugmann

Dichiarazione di pochi giorni fa: l’unica rappresentante, fino a questo  momento, del gentil sesso nel talent show  culinario più seguito d’Italia ha deciso di ritirarsi. Scellerata? Folle? Perché abbandonare un ruolo televisivo che garantisce ottima visibilità a se’ e ai propri progetti? “È più che altro una questione pratica. – dice la chef – Partecipare a Masterchef per me significa chiudere il mio ristorante, L’Argine, perché non posso essere presente in cucina. Quest’estate ho deciso direstare a Vencò”. Antonia, triestina doc gestisce L’Argine a Vencò (una stella michelin), un piccolo ristorante con 15 coperti a Dolegna del Collio (Gorizia), al confine con la Slovenia, dove cucina le erbe, le verdure e i frutti del suo orto, la vegetazione spontanea della zona ma anche la carne cacciata. “Non è una decisione presa d’impulso. -continua nell’intervista rilasciata recentemente- Ci ho riflettuto parecchio perché ammetto di aver raccolto tante opportunità dall’esperienza di Masterchef e non sarebbe potuta andare meglio: ma ora voglio dedicarmi proprio a valorizzare al massimo ciò che mi ha portato questa esperienza e portare avanti i progetti che avevo in mente per il mio ristorante. A giugno inizieremo dei lavori di ristrutturazione per creare una nuova piccola saletta che ospiterà cinque coperti in più, e amplieremo la cucina con una parte dedicata alla pasticceria, ai lievitati e alla panificazione”.

Antonia Klugmann1

Deduciamo che i benefici derivanti dalla popolarità mediatica sono consistenti, anche in termini d’incassi per la sua attività (come ammette successivamente nel discorso), ma non riescono ad emulare la gioia nel fare quello che più ama, ossia Cucinare. Un verbo che per lei rappresenta qualcosa che trascende la mera azione meccanica di sfamare, ma che condensa una vera e propria fiaba ricca di passione e dedizione. Un racconto personale: il ricordo di gioventù di quando tutto è iniziato, dall’abbandono degli studi universitari alle passeggiate nei boschi, durante le quali si avvicina al territorio e ai suoi prodotti; dalla prima esperienza come lavapiatti ai primi incarichi di partita. Una storia di amicizia: il macellaio in Slovenia, il fruttivendolo di Cividiale, la brigata che accoglie la sua direttrice con il sorriso, la gioia sul volto dei clienti. Il rapporto con i luoghi natii: le erbe dei boschi, l’orto del ristorante. Meno telecamere e più sincerità. Ognuno ha il suo modo di comunicare ed emozionare: c’è chi lo fa con un verso, chi con un tiro da tre, chi con un mazzo di rose, chi con un quadro. Lei lo fa con un piatto. E ci riesce perché lei è la prima ad emozionarsi mentre lo pensa, lo esegue e lo serve: l’amore arriva dove c’è altro amore; per emozionare bisogna prima di tutto emozionarsi. Il motivo del suo successo è tutto qui, nulla di più semplice. Lei è incredibilmente sincera in quello che fa e non può rinunciare al suo amore più grande, il suo ristorante, per l’amante con i soldi ferrari e 50 pollici con dolby surround, ossia la popolarità televisiva.

Ora starete pensando che sono diventato il nuovo Federico Moccia e che Fabio Volo potrebbe farmi da maggiordomo (che ad essere sinceri non mi dispiacerebbe). In realtà per il lucchetto a Ponte Milvio non mi sento ancora pronto: volevo semplicemente raccontarvi una storia di passione, di dedizione e d’impegno. Il racconto di qualcuno che ama ciò che fa e non vi rinuncia.

Tutto qui. Vi sembra poco?

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